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Progetti

MeSAP
Progetto

Archeologia
Partecipativa

Ceramica
Laboratorio

REVEAL
Progetto

Archeologa che esamina materiale archeobotanico allo stereomicroscopio

Laboratorio
Archeobotanico

Attività di Ricerca

Archeobotanica
Attività

Geologia
Attività

Paleontologia
Attività

Team members recording archaeological finds at a worktable by the arched windows

Ceramica
Attività

Restauro
e Manutenzione

Antropologia
Attività

Archeozoologia
Attività

Ministero della Cultura — Direzione Generale delle Antichità del Libano MeSAP — Progetto Archeologico Maasser el-Shouf Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Ambasciata d'Italia a Beirut Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) CIRAAS — E. Fiandra ETS

Progetto MeSAP

Attraverso la ricognizione archeologica del territorio di Maasser el-Shouf e lo scavo del sito di Qalaat el-Hosn, il progetto di ricerca si propone di indagare, con un approccio multidisciplinare, le dinamiche dei mutamenti climatici e del paesaggio, nonché le fasi di transizione e di occupazione dell’area compresa tra la valle della Beqaa e la fascia costiera mediterranea, dall’età del Bronzo al periodo ottomano.

Il villaggio di Maasser el-Shouf sorge a sud della più grande area protetta del Libano, la Riserva Naturale dei Cedri dello Shouf, un sito di grande valore culturale, ecologico e turistico. Grazie alle sue peculiari caratteristiche geomorfologiche e ambientali, la regione dell’Alto Shouf possiede un notevole potenziale per lo sviluppo di un turismo sostenibile, incentrato sulla valorizzazione del patrimonio archeologico e paesaggistico.

Una delle misure fondamentali per la tutela dell’area è stata l’inclusione del sito di Qalaat el-Hosn tra i beni tutelati dalla Direzione Generale delle Antichità. Le ricognizioni di superficie, la mappatura archeologica e la documentazione dei rinvenimenti si sono rivelate strumenti essenziali per ottimizzare le strategie di tutela in una regione rimasta relativamente poco esplorata rispetto alla fascia costiera libanese.

Un aspetto cruciale del progetto è la collaborazione con le autorità locali preposte alla tutela del patrimonio, finalizzata alla salvaguardia, alla valorizzazione e alla promozione dell’accessibilità di un paesaggio archeologico di eccezionale densità e rilevanza storica.

Il progetto è cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e, nell’ambito del programma di Archeologia Partecipativa, dall’Istituto Italiano di Cultura di Beirut.

Progetto di Archeologia Partecipativa

L’obiettivo del progetto “Archeologia Partecipativa a Maasser el-Shouf” è raccontare il rapporto che si è sviluppato e consolidato tra la comunità del villaggio e l’équipe archeologica. Il progetto ha portato alla realizzazione di brevi videodocumentari che esplorano come la percezione del patrimonio culturale locale sia cambiata in seguito al lavoro della missione archeologica. Inoltre, gli abitanti, i volontari e gli operai che hanno collaborato con la missione nel corso delle campagne archeologiche raccontano le proprie percezioni, le interazioni e l’integrazione con il gruppo di ricerca. La nascita e l’evoluzione di questo rapporto saranno esplorate attraverso le voci dirette degli stessi abitanti di Maasser, raccolte in interviste, fotografie e riprese video.

Progetto Laboratorio della Ceramica

Nel corso delle diverse campagne di scavo, gli studenti partecipanti al laboratorio di ceramica hanno avuto l’opportunità di confrontarsi direttamente con i materiali provenienti dallo scavo, in particolare con la ceramica, il “fossile guida” per eccellenza dell’archeologia. Gli studenti si dedicheranno inoltre al disegno archeologico, familiarizzando con le principali tecniche e gli strumenti utilizzati.

Progetto REVEAL

REVEAL - REsearch and Valorization of the landscape and Archaeological heritage of the High-Shouf as an asset for the protection and deveLopment of the territory.

In linea con i programmi di AICS-Beirut e sulla base delle precedenti iniziative realizzate nell’area, il progetto REVEAL si fonda principalmente sul progetto archeologico MeSAP. Avviato nel 2018 nella Municipalità di Maasser el-Shouf (Monte Libano), MeSAP si propone di esplorare e salvaguardare i resti archeologici situati nell’area di Qalaat el-Hosn. Il progetto è nato dalla collaborazione tra la Direzione Scientifica del progetto archeologico, la Direzione Generale delle Antichità del Libano (DGA), l’Università Libanese e l’ex sindaco di Maasser el-Shouf.

REVEAL rappresenta dunque un’opportunità per proseguire e rafforzare il lavoro avviato da MeSAP. Il progetto intende promuovere la ricerca scientifica multidisciplinare sul sito archeologico, accrescere le competenze degli esperti locali e favorire un approccio partecipativo della comunità locale per la tutela del patrimonio archeologico e, più in generale, culturale della regione.

Attività Archeobotaniche

Durante gli scavi di Qalaat el-Hosn, il campionamento dei sedimenti ha permesso il recupero di macroresti vegetali (semi e carboni) utili a ricostruire gli ambienti del passato e le pratiche agricole. Il materiale è stato setacciato ad acqua (maglie di 0,5-1 mm). Il legno delle specie attuali è stato georeferenziato e campionato; sarà carbonizzato in laboratorio per costituire una collezione antracologica di riferimento.

Attività Geologiche

L’architettura templare di Qalaat el-Hosn offre un contesto privilegiato per valutare se le pietre impiegate siano state estratte dagli affioramenti geologici vicini o se provengano invece da reti di approvvigionamento più ampie e complesse. L’obiettivo delle attività geologiche in corso è determinare la provenienza dei materiali utilizzati nella costruzione del tempio e dei manufatti associati, contribuendo così a una comprensione più chiara delle strategie romane di sfruttamento delle risorse litiche.

Attività Paleontologiche

Le ricerche paleontologiche condotte a Qalaat el-Hosn hanno portato alla scoperta di impronte tridattile di dinosauro risalenti al Cretaceo inferiore. La loro forma riflette l’anatomia e il movimento dell’animale che le ha impresse, oltre alle caratteristiche del substrato. Le impronte potrebbero appartenere a uno o due piccoli dinosauri bipedi: un ornitopode erbivoro (un Iguanodonte?) o un teropode carnivoro (Acrocantosaurus). Una possibile pista mostra passi di 60–80 cm di lunghezza. Il team ha inoltre rinvenuto, nello stesso strato sedimentario, conchiglie fossili di Turritella.

Restauro e Manutenzione

Durante le prime settimane del progetto si è proceduto alla pulitura a secco, alla valutazione dello stato di conservazione e agli studi preliminari per il restauro e la ricostruzione. I blocchi visibili sono stati accuratamente documentati, evidenziando i danni strutturali, le tracce degli strumenti di lavorazione e il degrado causato dalla vegetazione e dagli agenti atmosferici. In preparazione delle fasi future sono stati prelevati campioni di malta e i frammenti sono stati predisposti per il riassemblaggio. L’obiettivo è conservare e valorizzare il significato storico e archeologico della struttura.

Attività di Studio della Ceramica a Beiteddine

Le attività di ricerca condotte a Beiteddine hanno consentito la registrazione accurata dei numerosi reperti ceramici rinvenuti durante le campagne di scavo, nonché l’identificazione sistematica dei frammenti diagnostici, il disegno tecnico dei materiali e la selezione e preparazione dei campioni destinati alle successive analisi fisico-chimiche delle argille.

Close-up of hands documenting a pottery sherd with technical drawing tools
Pottery documentation workshop set up under the arched portico at Beiteddine palace
Archaeologist sketching a ceramic fragment at the field lab
Student drawing pottery finds on graph paper
Researcher measuring a ceramic profile with a set square

Attività Antropologiche

La scoperta di frammenti ossei umani in cattivo stato di conservazione ha dato avvio a un’avvincente indagine archeologica e bioantropologica. Le prime analisi hanno identificato diversi elementi scheletrici e rivelato segni di danneggiamento dovuti a fattori ambientali, all’azione di animali e a scavi clandestini. Le prossime ricerche impiegheranno tecnologie avanzate come la Micro-CT e la microscopia elettronica per esplorare la struttura interna dei resti, accanto a studi sul DNA mitocondriale volti a ricostruire l’identità, i legami e le origini degli individui sepolti.

Attività Archeozoologiche

La ricerca archeozoologica si concentra sullo studio dei resti animali rinvenuti nei siti archeologici, fornendo informazioni sui rapporti tra uomo e animale nel passato, sull’alimentazione, sulle pratiche di domesticazione e sulle condizioni ambientali.

Progetto Laboratorio Archeobotanico

Nel 2023 è stato effettuato a Qalaat el-Hosn un campionamento dei sedimenti per il recupero di macroresti vegetali utili alla ricostruzione paleoambientale. La setacciatura ad acqua dei sedimenti è stata condotta in parte da studenti libanesi di archeologia, che hanno eseguito sul campo la flottazione in secchio, una tecnica impiegata per il recupero dei macroresti vegetali. Successivamente hanno effettuato la cernita del materiale archeobotanico, utilizzando uno stereomicroscopio per isolare gli elementi da sottoporre a identificazione.

Archeologa che esamina materiale archeobotanico allo stereomicroscopio